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Abusi di inizio marzo

Oggi c'erano diciotto gradi, a Genova. C'era un sole splendido, aria di primavera, si sentiva odore di fiori sul punto di sbocciare. Oggi a casa c'era tutta la famiglia, mio padre dice «Ma perché non andiamo a mangiare fuori?», mia madre dice «Ma ho fatto le polpette!», mia sorella dice «Sì, sì! andiamo», io dico gni che mi dovevo svagare.


Mi hanno caricato su una macchina, fatto ascoltare tutto il CD di Arisa (con mio padre che glossava, mia sorella che faceva la scoliaste e mia madre che sorrideva) e portato in campagna (in questo posto qui) a mangiare. C'erano cinque gradi, cumuli di neve ai lati delle strade e nel mio piatto si accumulava sempre più cibo, sempre più cibo, sempre più cibo che scendeva nella mia pancia e la gonfiava, gonfiava, gonfiaaaaaava. Poi mi hanno ricaricato in macchina, fatto sentire un gracchiante Tutto il calcio minuto per minuto, mi hanno fatto giubilare per la sconfitta della Fiorentina, che ha limitato i danni della sconfitta del Genoa, e di quell'altra squadra, e riscaricato in camera mia.


Mi sento abusato, sapete?

Pubblicato il 8/3/2009 alle 20.57 nella rubrica Diario.

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