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Orrore. Puro.

Seduto alla scrivania, alla mia sinistra una pila di libri sul teatro, un cumulo di fotocopie, alla mia destra un succo di frutta alla pera, un bicchiere di plastica con un residuo di caffè, una bottiglietta di acqua San Benedetto naturale oligominerale appena iniziata. I piedi freddi. Panzone se n'è appena andato, Stronzetto è lì a capo chino a spargere inquietudine. Ho i piedi freddi, che non c'è S. che tiene il riscaldamento a palla. Nelle orecchie le cuffie che spargono Fragile Forest degli Yuppie Flu, che non so ben chi siano ma che rende la situazione un po' inquietante. Là fuori è grigio, c'è un silenzio finalmente di tomba. E dico tomba mica a caso.

Ad un tratto sento uno strano ansimare. Tipo uno che ha il naso tappato ed è obbligato a respirare con la bocca. Oppure tipo uno che sta per morire soffocato dal proprio vomito o perché un criminale gli sta infilando in gola calzini sporchi. Quest'ultimo dettagli è perché io sarei pulp se solo mi lasciassi un po' più andare e se non lo trovassi ormai privo di gusto e demodé. Ad ogni modo, l'ansimo si fa sempre più insistente e capisco che proviene dalle mie spalle. Non è l'Ovale, che oggi non c'è. E comunque alle mie spalle c'è una libreria e un muro. Mi giro. Dallo sportellino che mette in comunicazione la nostra sala con l'ufficio del principe del male e della plurigravida spunta una faccina. C'è una bambina vestita di rosa, capelli lunghi, biondi che scendono sulla faccia e fuori dallo sportello, appesa dietro di me. E ansima. Mi guarda con gli occhi di una invasata e ansima. Come se fosse una bambina di un film horror. Dopo l'infarto, la rianimazione («Lo stiamo perdendo, lo stiamo perdendo!» «Uno - due - tre - libera!») e lo sgomento, capisco: è la figlia della Plurigravida che non si capisce perché non è a scuola. Ma io dico, si può andare in giro così a spaventare i bravi ragazzi? non ce l'ha una madre che le dice di non sporgersi, che la testa pesa più del sedere, che io ho da fare e che sono facilmente impressionabile? E poi: perché non la portano da un medico? ma si rendono conto di come respira? se fossi il dottore di un film western scuoterei la testa e mi toglierei il cappello, se fossi il protagonista di un film horror inizierei a scappare, se fossi me chiuderei lo sportellino sulla faccia della pupa...

Ma non lo faccio, diamine, non lo faccio. E quella ansima ancora.

Pubblicato il 16/2/2009 alle 11.3 nella rubrica Suibhluoghi oscuri.

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