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Mendicità e lingue straniere

Cammino a passo spedito tra la uno e la nove a Franlkin Roosevelt [Franclèn Rusvèl, come dicono qui] con le cuffie che emettono la musica dell'iPod ormai verso una sola orecchia. Sarà per questo che sento una voce che chiede «Does anyone speak english, please?». Mi fermo come un cavaliere che deve salvare il mondo e col doppio intento di mostrare ai francesi cosa è l'educazione e mostrare ai francesi come si può parlare bene una lingua straniera senza storpiarla come fanno lo. Scopro che si tratta di una signora con un hijab (ma mi confondo sempre con i nomi dei veli quindi potrei sbagliarmi) e le dico «Sure». Bene, mi dice, grazie... io non parlo affatto francese e ho bisogno di un aiuto, qualcosa per mangiare... Alzo le sopracciglia e mi dico e ora come posso andarmene? Le do un euro e mi dice «Vengo dall'Iran, lo conosce?». Ripeto «Sure» e me ne vado.


Questo evento, come potete immaginare, mi ha insegnato molte cose e, soprattutto, che quando tra qualche mese avrò finito il dottorato e sarò disperato come la signora iraniana, non è il caso di emigrare verso paesi di cui non conosco la lingua.



P.S. Sappiate che qui a Parigi sono già tutti blu elettrici...

Pubblicato il 6/2/2009 alle 13.22 nella rubrica Diario.

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