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In the springtime. Parigi in aereo, si spera.

Bene, io domani vado a Parigi, ve l'avevo detto? Come sempre, prima della partenza, ho fatto la valigia (volevo portare solo il bagagli a mano ma il pesto non passa nessun controllo e lei vuole il pesto e se lo merita pure e finalmente staremo un po' assieme dopo tanto tempo) e sto pensando a quali contrattempi ci potranno essere. Attualmente, visto che non parto da Genova ma da Malpensa e non con l'odiosamata my.air ma con la sua easyjet, i contrattempi che sto figurandomi sono 1) vado a prendere il pulman che collega Genova con Malpensa e il pullman non esiste, quindi devo prendere il treno è sarà un disastro perché arriverò troppo tardi; 2) il pullman esiste, en effet, ma è pieno e non posso prenderlo quindi prenderò il treno e sarà un disastro perché arriverò troppo tardi; 3) il pullman esiste, ci sono posti ma siccome la neve sta distruggendo il mondo non può partire oppure 3bis) rimane bloccato in Piemonte oppure 3ter) rimane bloccato in Lombardia oppure 3quater) trova traffico e arriva, ma troppo tardi; 4) il pullman arriva a Malpensa in tempo ma la neve impedisce agli aerei di partire; 5) l'aereo parte, ma cade; 6) l'aereo parte ma non può atterrare a Parigi e viene dirottato in qualche posto di parlata normanna o bretone.


Poi magari non succede nulla di tutto questo e domani all'una e mezza atterrerò a Parigi. Io non l'ho mai vista Parigi in inverno, sapete? Un novembre, una volta. E delle primavere che sembravano degli inverni. Ma l'inverno, quello per cui l'amour s'éteint car c'est l'hiver, proprio no...




Non credo mi sentirete molto in 'sti giorni... qualche chiacchiera dalla BnF, forse... (chissà che farà il marronconiglio en hiver...) ah, notizia per lui, soprattutto: martedì 3 ho prenotato il posto 103 nella sala V. Un caffè?

Pubblicato il 2/2/2009 alle 1.23 nella rubrica Diario.

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