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suibhne
Voglio sui miei taccuini scrivere le bazzecole che mi frullan per il capo, dar di morso a chi mi attacca, liberar la mia bile...
27 agosto 2008
Uno di tutto

Una maglietta, una camicia, una costume, una mutanda, un caricabatterie, un beauty case, un paio di infradito. Un jeans? sì, anche. 


Quanto detesto preparare le valige, quanto diosanto. Domattina alle 5.57 ho un treno a Brignole, quindi giù fino a Grosseto e poi un trenino locale verso Orbetello. Due giorni, uno e mezzo in realtà, a Porto Ercole dove rivedo lui e faccio un incontro importante e son un po' emozionato.


Bisogna che mi compri un borsone da un-giorno-fuori-casa. Potrei provare con la borsa della palestra... oppure a spingere tutto nello zaino... un pantalone lungo, uno corto, un costume, una mutanda, uno di tutto e speriamo non servano cambi... e libri? che libro mi porto? Devo lasciare Oz, troppo grosso? Provo con Murakami, come dice lei? mi limito a Vanity e Internazionale? e unMicroflaubertascabile? troppo spaccone? e l'iPod, ricordiamocelo. E il caricabatterie. E devo ricordarmi di portargli questo e quella cosa che ho preso oggi.


Dio quanto detesto le valige. Faccio la doccia, dopo torno e ditemi se, ancora una volta, dimentico qualcosa. La barba la faccio oggi o domani? un po' di barba mi sta bene, mi dicono...

9 agosto 2008
Steve Jobs è Dio la Vodafone è stronza

Io odio gli ultimi momenti prima della partenza. L'anno scorso c'era l'angoscia di lasciare Parigi e tutto quanto, quest'anno l'angoscia è il peso delle valigie: ho diciotto chili di peso possibile (ripartiti in uno zaino - questo qui - e un borsone ripieno, a scatola cinese, di uno zaino) e sette di bagaglio a mano, in più porto una borsa per il mac che traboccherà cose ma spero non se ne accorgano. E poi ci sono gli scrupoli sulla casa: sarà abbastanza decente? Poco fa ho pensato che no, la doccia non era abbastanza decente e, in mutande, ho iniziato a cercare di renderla civile. Mentre raschiavo mi è venuto in mente che neppure quando sono arrivato era civile e quindi ho lasciato perdere e ho dato una scrostata di massima. Poi mi è venuto in mente che forse sarebbe stato gentile sbrinare il frigo, ma poi ho pensato agli champignon che c'ho trovato e quindi niente. Alla fine ho deciso di limitarmi a passare l'aspirapolvere e scrollare la tovaglia dalla finestra. Esco sul terrazzino e, come pubblicizzassi Ace (smacchia a fondo senza straaap), inizio a scrollare quando


aareareiauraesraushrnciaerciuahsriuasciruhahaaaaaaaaaa


vedo che dalla tovaglia scrollata si allontana un pezzo di plastica bianca che inizia a cadere, colpisce il davanzale, cade sulla ringhiera del vicino di sotto sento ancora sba-bam e poi braaam e capisco che il telecomando del mio Mac sta volando per sette piani sul selciato. Cristocielo! mi metto la camicia, la allaccio scendendo le scale e facendo voti a ogni divinità, mi dico "Lo troverò? funzionerà?", poi apro il portone e lo vedo là. Risalgo le scale (in realtà ho preso l'ascensore ma...) e lo provo subito, cercando di bloccare Dalida che canta della pioggia su Bruxelles. Diavolo, funziona! Se penso al cellualare Vodafone, morto per tre goccioline d'acqua...


Ci sentiamo da Genova, ultimo post da Parigi, questo, per chissà quanto tempo. 



Non so se cambierò la tool, voi che ne dite?

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