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suibhne
Voglio sui miei taccuini scrivere le bazzecole che mi frullan per il capo, dar di morso a chi mi attacca, liberar la mia bile...
17 luglio 2009
Dove in un ufficio postale si consuma la vendetta di Suibhne su Pio X

Alla posta, stamattina, ho incontrato la Catechista della mia prima comunione. Come tutte le catechiste 1) sorride, perché è felice di vedere chiunque, 2) ha gli occhi troppo sbarrati per non tradire l'uso di psicofarmaci ed 3) ha una sadica predisposizione alle domande che prevedono risposte imbarazzanti e giustificano repliche a capo inclinato che infondano fiducia nella divina provvidenza. Tanto per intenderci, sono le catechiste che dicono alle spose infeconde "E bambini?", sono loro che chiedono alle racchie orribili "E il fidanzato?", loro che sfiancano le mogli separate "E' tanto che non vedo suo marito...", loro - in definitiva - che chiedono ai filologi romanzi: "E il lavoro?". La vera domanda è come facciano le catechiste a sapere che le spose sono infeconde, le mogli cornute e abbandonate, i filologi romanzi filologi romanzi (non c'è  alcun dubbio su come facciano a sapere che le racchie son racchie, anche se la folta peluria che ricopre la maggior parte dei loro labbri superiori dovrebbe farci propendere per una loro non perfetta sincronia con i concetti di bello e brutto). L'ipotesi più accreditata, comunque, è che il segreto del confessionale ceda davanti all'insistenza delle catechiste. Ma ritorniamo alla mia catechista che, in un ufficio postale pieno zeppo di signore accaldate, diceva al vostro eroe: 


† Uuuuu! Ma sei diventato un uomo ormai! 

Beh, ho trent'anni... saranno vent'anni che non ci vediamo...

† Eh, no... anche di più! hai cominciato il catechismo per la prima comunione a sei anni...

E dunque vede...

† E il lavoro ce l'hai? con capo inclinato, pronta a compatirmi perché il format che lei sa è: ti estorco la disgrazia, ti compiango e ti affido a Nostro Signore

Sì, sto facendo un postdottorato a Parigi... bluffo, ma solo di due mesi

† Oh! Partite proprio tutti... è un attimo sbarellata perché non sa come compatirmi, ma poi capisce subito... E non c'è riesci a tornare in Italia?

Perché?

† Non vuoi tornare a Genova?

Beh, no... sto a Parigi, insomma...

† Ma perché non volete tornare? Sento nell'eco un figlio, un nipote, un parente sfuggito e la sua incapacità di capire

Beh, perché si sta meglio là.


E si zittisce, ci salutiamo e ci diamo la mano.



N.B. Con «catechiste», lo dico per chi è scardinato da questo Paese, intendo coloro che un pomeriggio a settimana ammaestrano i bambini alla dottrina del Cristo con metodi più o meno moderni. Io studiavo sul catechismo di Pio X (Chi è Dio? Dio è l'essere perfettissimo, creatore e signore del cielo e della terra. Dio è onnipotente, cioè può tutto, onnisciente, cioè sa tutto, anche le cose che voi pensate nella vostra testa, anche le cattiverie sulla maestra o sul compagno di banco, e onnipresente, cioè è ovunque anche se non si può toccare. Come facciamo a sapere che Dio esiste? Guardate il sole! Una immensa palla infuocata! Chi potrebbe averlo fatto se non Dio?), lui insegna le parabole con la pasta da pizza e, a quanto ne so, i fanciulli apprendono qualcosa, se non altro una professione. Caratteristiche analoghe a quelle descritte possono essere riscontrate in: perpetue, beghine, gruppi di preghiera, membri (con rispetto parlando) del coro della chiesa, educatori ACR (quella che solo una sana inconsapevole libidine salva il giovane dallo stresse dall'-), , insegnanti di religione, mediolatinisti, sacrestani, scout, deputati UDC e ospiti dell'Arena di Giletti.

DIARI
13 agosto 2007
Squilli nel solito agosto, questa volta nuvoloso: John Garfield e la firma.
Poco fa, nel silenzio postprandiale di un agosto nuvoloso, io stavo in camera mia a sbrigare la corrispondenza, come in un film degli anni '30, mio padre era a letto con la cistite che fa le parole crociate e mia madre è in camera di mia sorella, a tricoter come in una poesia di Prevert o in un telefilm americano anni '50, mentre l'orribile cane rabbioso dormiva.

drin

drin


Suonano due volte alla porta, il cane si sveglia e abbaia, mia madre dice "chi sarà? non aspettiamo nessuno!" (più come in un telefilm americano anni '50 che in una poesia di Prevert), mio padre grida, dal suo letto di dolore, "Ma chi è?" e io dico "Ha suonato due volte, se è il postino mi metto a ridere... sarebbe decisamente un uomo convenzionale". Rispondo al citofono e pare ci sia una raccomandata. Sghignazzo e aspetto che l'ascensore salga all'ultimo piano, aspettandomi di vedere se non John Garfield almeno Jack Nicholson. Invece no, un postino che è talmente scrupoloso da suonare due volte si attiene scrupolosamente anche alle normative quindi si limita a far apporre una firma e ad andarsene.

Questo agosto è decisamente il meno cinematografico che mi sia capitato negli ultimi sette anni.

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permalink | inviato da suibhne il 13/8/2007 alle 14:29 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (21) | Versione per la stampa
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