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suibhne
Voglio sui miei taccuini scrivere le bazzecole che mi frullan per il capo, dar di morso a chi mi attacca, liberar la mia bile...
12 dicembre 2007
Il mostro della cantina. Brutte mutande e un trillo nel buio.

Se vi chiedessi in quale parte della casa credete sia più possibile accadano cose inquietanti, tra l'horror e l'infarto, cosa rispondereste? Sì, va bene il bagno ma sto in Svizzera dove nessuno psicopatico impagliatore di uccelli accoltellerebbe en travesti una bionda in fuga dopo aver rubato i soldi a una banca che si sta facendo la doccia. Non fosse altro per il fatto che se rubi soldi a una banca, in Svizzera, vieni abbattutamolto prima che tu arrivi in un motel isolato dove tu possa essere giustiziata come UBS comanda. Pensateci bene. Pensate a Nightmare. Pensate al posto che vi fa esclamare, sprofondati nella vostra poltrona con le ginocchia sotto il naso e un odio profondo per il protagonista del film, "Ma se devi scendere là sotto, almeno accendi la luce!". Pensate a una scala di legno che scricchiola e una protagonista cretina che scende con una candela. Ecco, aggiungete che in Svizzera nelle cantine ci sono anche i bunker antiatomici e che questi assomigliano in modo inquietante alle camerate dei lager e ci siete. Solo che in cantina c'è anche la lavatrice ed è quindi con il coraggio dell'incoscienza (o di un protagonista di horror) che sono sceso, le braccia straripanti lenzuola, giù giù in fondo. La scala di legno, come è ovvio, scricchiola. Gli interruttori, fortunatamente, funzionano ma non sono affatto interruttori normali. Innanzi tutto sono messi in luoghi accessibili solo a iniziati o a eroi baciati dal destino come il sottoscritto e poi non si cliccano come tutti gli interruttori dell'universo ma si girano come fossero rotelle di una cassaforte o come fossero stati messi in opera cinquant'anni fa. Il corridoio è, indovinate un po'?, di cemento e a ogni passo si sente un certo clippiclap e l'eco che lo scalpiccio produce. Sul soffitto passano dei tubi che gorgogliano. In fondo al corridoio si scorge la porta del bunker con la scritta Vorsicht gialla. Sulla sinistra un dedalo di valvole, tubi e manopole. In fondo a sinistra la stanza con la lavatrice. Accendo la luce ed è là, con la bocca oscenamente aperta e con i comandi in romancio. Perché in questo condominio zurighese la lavatrice si comanda in romancio. Va bene, schiacciando un tasto si può cambiare la lingua in francese, tedesco, inglese e anche italiano però la lascio in romancio perché non mi capiterà mai più. Metto le mie lenzuola, quelle che hanno usato lei e lui quando sono stati qui e una certa quota di mutande&calzini. Metto nel vano preposto due misurini di detersivo a iperbassissimo costo che ho comprato alla Migros e attivo. Quindi apro l'asciugatore (perché qui, lo immaginerete, stendere non è possibile causa gelo e vicini) e ooooooh diamine! È pieno. Questo condominio deve strabordare italiani perché il martedì, dalle 12 alle 22, e il mercoledì, tutto il giorno, è il mio turno per usare la lavatrice e chiunque abbia messo i panni ad asciugare è un abusivo. Ma, ad ogni modo, che fare mentre la lavatrice romancia fa il suo lavoro? Tolgo i panni dell'abusivo e li metto da parte? Oppure questa cosa viene avvertita come decisamente sgarbata?E se questo arriva e mi vede che armeggio con le sue mutande? Magari mi prende per un maniaco, mi ammazza e si sbarazza del cadavere nel bunker. E se mi sbagliassi e il turno è il mercoledì e il giovedì? Inizio le indagini e trovo, appeso, un calendario che mi conforta del fatto che, se Dienstag vuol dire martedì, oggi è il mio turno. Beh, in fin dei conti se la legge è dalla mia parte, mi dico… e apro la porta dell'asciugatore.

In quel preciso istante parte un trillo a volume altissimo, una specie di telefono che suona ma non con una suoneria qualsiasi, non una suoneria scaricata da internet o comprata tramite una telefonata strozzina, no! era l'ur-trillo, l'idea di trillo, la trillicità, il trillo dei telefoni neri dei film noir, il trillo a cui voi pensereste dovendo pensare a un trillo ma che nella vita reale non esiste più. La prima cosa che penso, dopo che le palpitazioni erano tornate sotto quota 200, è "Ho scoperto qualcosa che non dovevo scoprire ed è suonato l'allarme! Dannati, non mi avrete!" quindi inizio a guardarmi in giro per scoprire l'origine del suono. Di certo non è la stanza della lavatrice, ma dove può essere? E cosa ci fa un telefono con quell'ur-trillo in cantina? Seguo il suono ma sembra provenire dal buio di una stanza chiusa da un cancello di legno invalicabile. Dico invalicabile sulla fiducia perché di certo non mi metto a valicare cancelli di legno per scoprire che ci fa un telefono in cantina. Ad ogni modo, tolgo i panni dell'abusivo dall'asciugatore, scoprendo che indossa un pigiama di bruttezza rara, delle mutande bianche (quel horreur) e deve avere dei piedi piccolissimi oppure avere sbagliato la temperatura del bucato perché i calzini non andrebbero bene a BabyMia. Quindi torno su in casa per meditare sull'accaduto. Che sarà stato? Non era un allarme, era il rumore di una campanella, di una sveglia antica, di un telefono anni '30. Forse qualcuno vive in cantina dagli anni '30, forse è una specie Harrison Ford svizzero, in fuga dalla polizia cantonale (e lo capirei), forse è un Humprey Bogart con la plastica facciale malfatta, forse è un fantasma dell'Opera che ha preso l'11 da Bellvue ed è sceso ad Hedwigsteig e che non ha ancora trovato una fanciulla da ossessionare, forse – giusto cielo! – è il covo di un gruppo di terroristi che vogliono capovolgere il democratico governo federale! Ho iniziato le mie indagini, senza aspettare l'Interpol che la tira sempre per le lunghe, e ho interrogato laS. Lei sostiene che in cantina ci sia il telefono di un magazziniere. Ma perché un magazziniere dovrebbe avere un telefono in una cantina? E perché questo telefono dovrebbe suonare alle dieci di sera, visto che in 'sto paese alle sei di sera tutti hanno smesso di lavorare? Humm… il mistero si fa fitto e laS non me la conta giusta…

 

(se ripassate domani corredo il post di immagini esplicative… ma ripassate solo se non avete problemi di cuore,eh…)

DIARI
13 novembre 2007
Il muro bianco. Suibhne scopre l'ennesimo mistero e sfugge alla polizia (forse)

Qualche tempo fa se n'è andata anche la tipa con ilmaglioncino verde, che deve essere bilingue perché parla francese troppo bene,e sono rimasto completamente solo nell'edificio del RoSe. Completamente solovuol dire che davvero, hanno chiuso e mi hanno lasciato qui dentro. Certo, hole chiavi e posso entrare e uscire quando voglio e certo, sono qui mica perscherzare visto che mi sono seduto su 'sta sedia col sedile a strisce alleundici e mi sono alzato solo per mangiare un panino gommoso con la mortadellain saldo da Migros e con delle sottilete che mi son portato dall'Italia.L'ultima frase serve perché mi compatiate. Ah, ora che ci penso ho fatto ancheuna pausa caffè, ma lasciamo stare. In realtà sono stato poco preciso, perchéio non ho le chiavi dell'edificio ma quello della biblioteca e basta. Voi losapete che però io sono investigatore più che filologo e cosa ho fatto nonappena mi sono trovato da solo? Ho iniziato a esplorare gli anfratti piùreconditi e ho scoperto cose interessanti. Intanto non mi ero mai accorto chesopra la parete grande, al piano di sopra, fosse appeso un enorme aratro. Ora,io sono industriale e urbano, a differenza della Svizzera, e non sono sicurosia un aratro. Potrebbe essere un vomere, se solo sapessi cos'è. Vabbé, è questocoso qui

 

Cosa ci faccia in una biblioteca di Romanistica proprio nonne ho idea. Così come non so perché, in un angolo nascosto dove non si siedemai nessuno ci sia questo cubo di kleenex con quel gattino là

 

Ho scoperto anche un'altra cosa, appoggiarsi al muro dicemento bianco bianco (god bless cemento) è sconsigliabile. Io l'ho fatto perperlustrare e ho le mani completamente bianche bianche. A ben pensarci, però,la cosa è sospetta. Chi è che dipinge di bianco una sola parete interna di unabiblioteca di Romanistica? Ora, non vorrei sembrarvi sempre in cerca dimisteri, ma secondo me è un assassino che ha nascosto il cadavere dentro ilmuro, come in Edgard Allan Poe e in Sicilia. La cosa mi stava insospettendoquando sento una porta che si apre un cliclac su per le scale e mi dico"Che palle, di nuovo a rompere…". Illuso.

Spunta un signore con il baschetto blu da poliziotto,vestito da poliziotto, con un manganello da poliziotto e che parla inschwizzero. Mi viene innanzitutto un infarto, poi penso "Ecco, ho scopertotroppe cose e ora l'UBS, Credit Suisse e il governo federale mi voglionomorto", quindi divento rosso e faccio attenzione per capire cosa vuole'sto tipo. Lui sorride, ma io non mi fido. "Buonasera" mi dice, ed iorispondo gentilmente ostentando disinteresse, sorridendo e scrivendo alcomputer. "Lei lavora qui?" Oggesù, penso. "Sono un dottorandostraniero, sto qui qualche mese…" Non sembra convinto e dice quello chetutti i poliziotti dicono, solo che lui fa l'ironico: "Ha un documento damostrarmi?". In un secondo penso Oh cazzo, ho dimenticato il portafoglio,ora mi arresta e mi sbatte in una cella di sicurezza nel Canton Soletta! Poi midico, ma no, il portafoglio ce l'ho e soprattutto le prigioni sono cantonali,mi metterebbero in prigione a Zurigo. "Vuole un documento o le basta latessera studentesca?" "Va bene anche quella" e sorride, ma ionon mi fido. Gli do lo Studentenausweis e mi chiede se ho una chiave per uscire"Natürlich" gli dico e automaticamente mi mordo la lingua e temo diessere stato un po' spaccone. Lui prende la mia tessera e me la agita sotto ilnaso: "Voglio un documento valido!" Puzza di fumo e io sgrano gliocchi, prendo la carta d'identità e gli dico "Perché, non è valido?"e lui "No, vede? E' valido fino al 28.02.06!" Io guardo e capisco chetutti i poliziotti sono almeno un po' tonti: "Ma no, guardi c'è scritto2008, non 2006… non vede poi che c'è 07 in fondo a destra, che vuol dire cheche è di quest'anno". Lui fa "Hummm" e poi "Ok" ma conle sopracciglia aggrottate come un idiota. Apre un suo quadernino e scrive ilmio nome, storpiandolo come farebbe Emilio Fede. "Le auguro una buonaserata" mi dice. Io, ormai, mi sento spavaldo e gli dico"Altrettanto" e mi rimetto a sedere.

Solo in questo istante mi accorgo di aver parlato in tedesco con unoschwizzero. Sono molto fiero di me, soprattutto del fatto che non è arrivatomentre facevo le fotografie all'aratro. O al vomere. O a quello che volete voi.Ad ogni modo sono sicuro che ci siano delle telecamere nascoste, hanno vistoche ho scoperto che là sotto c'è sepolto qualcuno e hanno provato aincastrarmi. Forse questo è venuto solo per mettermi addosso una microspia e daora ogni mia mossa sarà controllata! Oddio, guardate la mia cuffia!



Vi giuroche prima non era così…

Hummm...

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permalink | inviato da suibhne il 13/11/2007 alle 20:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
DIARI
28 giugno 2007
Oscure presenze. Ricominciano le indagini.

Fate così: protendete un poco le labbra e pronunciate uò uò uò. Non con tono partenopeo, piuttosto con un filo di stupore nella voce. Ecco, sono giorni che a tratti, durante la giornata, nel mio studio del 3ème sento un ripetuto " - pausa - - pausa - ". In un primo tempo mi sono detto: toh, qualcuno che fa le flessioni. Poi, malizioso, ho immaginato che qualcuno stesse sollazzando i lombi. Però no, non è possibile. E' troppo costante, uguale a se stesso, monocorde per essere il risultato di uno sforzo o di una scopata. Neppure un funzionario di un partito che ha un albero nel simbolo e che sta per sciogliersi in un contenitore di cui non si è ancora capito niente dando il colpo di grazia alla sinistra italiana scoperebbe in modo così monocorde. Tranne qualcuno, forse, ma non siamo qui per parlare di questo.
Ho pensato potesse essere un colombo parigino, grosso e grasso, di quelli che si appollaiano, in effetti, nell'angusta corte su cui si affaccia la finestra del bagno. Ma no, è un suono troppo umano. Ripetuto per decine di minuti, in momenti diversi della giornata, qualcuno o qualcosa stilla una sequenza di  - pausa - - pausa - . Stavo per decidere di fregarmene quando un pensiero mi ha bloccato. Vi ricordate Seven? vi ricordate la fine che fa il drogato accidioso? legato a un letto, immobilizzato per un anno, completamente deforme e pressoché mummificato ma ancora vivo. Cazzo, mi sono detto, che verso farà uno legato a un letto, immobilizzato per un anno, completamente deforme e pressoché mummificato ma ancora vivo? Secondo me fa  - pausa - - pausa - , più o meno. Ora, non prendetemi per un fissato con le trame gialle ma sono convinto che nel mio palazzo qualcuno tenga sgregato un drogato accidioso.

Per ora ho solo due prove, il  - pausa - - pausa - e, la cosa fa ancora più paura, un sorprendente ritrovamento... Io abito al 5 piano e ultimo piano. Arrivati al 4 la scala si biforca e da una parte si arriva nel mio studio e dall'altra nello studio di qualcuno di sconosciuto, mai visto ma un paio di volte udito (una domenica c'era addirittura una voce di bambino... come in Profondo rosso, ora che ci penso!). Bene, se invece di salire da me - cosa che vi consiglio - salite verso Lo Sconosciuto - e dio solo sa quanto non sia consigliabile - avrete una singolare sorpresa. La scala, infatti, non si interrompe all'altezza dell'appartamento ma prosegue, anche se il passaggio è ostacolato dalla rete di un letto. Se foste un deficiente che fa tanto il figo perché ha un blog, fa il filologo romanzo e vive a Parigi, certamente non vi curereste dell'avvertimento e non solo salireste verso Lo Sconosciuto, ma vorreste anche superare la rete. Ecco, se foste davvero così deficienti da farlo sapete cosa trovereste?

La scala finisce nel muro e, appena girato l'angolo, trovereste questo

se7en

Se fosse un film, adesso il protagonista continuerebbe le sue indagini in solitaria, scoprirebbe che il vicino di casa è in realtà un crudele serial killer e alla fine, con qualche ferita sulla fronte e in canottiera, si asciugherebbe la fronte dicendo qualche frase ironica. Se fosse la realtà, invece, e voi foste quel deficiente che fa tanto il figo perché ha un blog, fa il filologo romanzo e vive a Parigi beh, allora direste "Ommerda!" scappereste, vi inciampereste nella rete del letto e correreste in equilibrio precario fino in strada, fareste quello che dovete fare durante la giornata, tornereste a casa e, solo allora, scriverste un post ironico. Ripromettendovi di continuare le indagini quanto prima, però.


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permalink | inviato da suibhne il 28/6/2007 alle 19:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa
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