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suibhne
Voglio sui miei taccuini scrivere le bazzecole che mi frullan per il capo, dar di morso a chi mi attacca, liberar la mia bile...
20 luglio 2008
Frites tartare. Place Jourdan, sotto la pioggia.

Io potrei presentare moltissimi programmi Sky e sono sicuro che avrei anche un discreto successo. Ad esempio sono sicuro che commentare acidamente come la gente arreda casa come fa Chiara Tonelli a "Cortesie per gli ospiti" mi verrebbe molto bene. Così come dare consigli alle coppie o cantare e ballare in Dipartimento. In realtà però ci sono due programmi che vorrei davvero presentare: il primo si intitola "Vacanze a cinque stelle" o qualcosa del genere. Il presentatore, cioè io, parte in aereo business class per qualche paradiso del mondo. Atterra, lo viene a prendere una limousine che lo porta in un resort meraviglioso, in una suite celestiale, in un bungalow in mezzo a una foresta o su un atollo circondato dal mare più tiepido e turchese che possa esistere, più che in una pubbicità della Palmera. Ecco, poi va in camera, che di solito è almeno 80 metri quadri, si fa portare champagne e fragole per festeggiare l'arrivo, fa una doccia, una sauna, va in giro, cena in un ristorante esclusivo poi va a prendere un cocktail in un posto dove non soltanto voi, ma neppure io entreremo mai. Alla fine, riprende l'aereo, saluta tutti e conclude con "Ah, per questo week end ho speso 35 000 dollari!". Sigla. 

Io sarei bravissimo a farlo, ve lo giuro. In alternativa farei anche quel programma che si chiama qualcosa come "Paese che vai" ma potrebbe anche chiamarsi "Non fidarti del cuoco magro" o "del cuoco grasso", sono certo che qualcuno di voi sa di che parlo: un tipo prende, va in posti esotici e mangia le cose del luogo, che in alcuni casi possono essere pure un po' ributtanti per un gusto europeo. Mentre mangia - importante! - commenta e parla a bocca piena cosa che, ricordo a Murdoch e a tutta Sky, non si fa. Quindi forse è il caso di cambiare presentatore e magari di andare a cercarlo che ne so, nel mondo accademico, magari su un Thalys da Bruxelles Midi a Paris Nord. Guardate.


Ad ogni modo, per allenarmi a sostituire quello delle vacanze a quattro stelle, sto viaggiando nuovamente in prima classe, ma non mi pare che la cosa sia molto lussuosa, ci sono anche dei bambini ispanofoni che strillano. Meno male che, per sostituire il Mangiatore, ieri ho fatto un esperimento. In realtà tutta 'sta cosa  di Sky mi è venuta in mente dopo, perché vi assicuro che non era solo per deliziare me che ieri ho preso la metro, sono sceso al Rond Point Schuman, sono inorridito davanti alla Commissione Europea (il No irlandese e quelli francese e olandese hanno un altro significato, per chi ha visto gli orribili quartieri UE a Bruxelles) e  ho percorso quel mezzo chilometri fino a place Jourdan dove c'è il chiosco di Albert. L'ho fatto pensando a voi. Albert, come saprete, è il chiosco di frites migliore di Bruxelles "donc du monde", chiosa odioso un ohquantodioso signore davanti a me. Devo dire che non lo dice solo quel tipo, capelli fini fini, camicia di flanella, giacca jeans e immagino avete già capito che tipo è. Sta con una signora sulla cinquantina, piuttosto tirata a lucido, che somiglia vagamente a Cher ma senza mento e con la pappagorgia e che è convinta che il tipo ci stia provando, ne è lusingata ma purtroppo lui non ci prova e le racconta delle sue vacanze a Cuba. Dicevo, non è solo lui a dire quanto sono buone le frites di Albert, lo dicono pure la Routard e il New York Times. Ecco, pensavo a voi e a questo quando mi sono messo in coda sotto la pioggia. Mezz'ora di coda, sotto la pioggia. Mezz'ora in cui ho visto gente che mangiava le cose più assurde, tutte inesorabilmente fritte. Alla fine è arrivato il mio turno e ho ordinato un cornet di frites piccolo avec tartare maison e una frikadelle che, a differenza di quelle che mangiavo a Berlino, è cilindrica e - ovviamente - fritta. Mentre aspettavo che la frikadelle fosse pronta (Deux-trois minutes pour la viande, mi dice la signora) ho iniziato a grignottare le frites. In effetti molto, molto buone e anche la salsa, molto buona. Una signora dietro di me mi chiede, muovendo la bocca senza emettere suono, C'est bon? con un misto di stupore e impazienza. "Tres bon" dico soddisfatto. Poi mi arriva la frikadelle che la signora fascia in un foglio di carta oleata rendendo impossibile la fruizione. Se la forma è diversa, il gusto della frikadelle belga è uguale identico a quello della berlinese. Ad ogni modo, ho mangiato le migliori patate fritte del mondo. La domanda, ora, è: sono davvero le migliori? Perché buone sono buone, e anche tanto. Ma son sempre patate fritte, alla fine! La ex ragazza di un mio amico era solita dirgli che lui fritte avrebbe mangiato pure le ciocie. Certo, non era simpatica né gentile, ma stava dicendo una verità assoluta: tutte le cose fritte, dai calamari alla salvia, dalle patate ai carciofi, alla fine - per quanto siano fritte bene, per quanto siano fritti asciutti, per quanto per quanto... - sapranno sempre,  inesorabilmente di fritto.


E' andato bene come debutto? Di positivo c'è che sono a Parigi e quindi basta frites, basta gaufres e si torna all'alimentazione sensata. Questa sera ho mangiato faux filet e pomodori. Anche se ho fatto cuocere la carne un po' troppo, dannazione.

VIAGGI
16 luglio 2008
Sainte Catherine / Sint-Katelijne

Dalla biblioteca mi hanno scacciato alle cinque meno un quarto. Se in Bnf - sito Mitterrand si sente una voce d'oltretomba che comunica di lasciare la biblioteca, se in BnF - sito Richelien un conservatore, poi un altro, poi un terzo suonano una campanella come fossero Luciano Violante, se in Dipartimento la bibliotecaria grida "Ragaaaazziiiiii! io chiudooooo", beh, qui in KBR fanno prima. Staccano la corrente, si spengono le luci e non ti resta che andare. Della biblioteca vi racconterò con dovizia domani, visto che oggi sono soltanto passato e non saprei rendevi conto a modo dell'odore di anni '70 che si respira lì dentro, né dell'imbarazzo che si prova a compilare dei moduli in fiammingo (collocazione, segnatura, côte o come volete dire per loro è banalmente boeknummer).


Dopo sono andato a farmi un giro per la città, mi son perso qualche volta (diamine, ma mettete dei punti di riferimento, nelle città! che ne so, un fiume, un monte, una torre altissima!), ho visto bruttezze inenarrabili vicino a splendori autentici, ho visto un monumento equestre a padre Pio da Pietralcina, ho incontrato Jacques Brel e poi son finito in place Sainte Catherine / Sint-Katelijne e mi sono beato. Poi ho sentito un odore di frites e beh, in Belgio si deve! un cartoccio, un po' di salsa tartara e maionese sopra, annuso e mi sento a Berlino. Più buone, eh, ma come quelle che mangiavo a Berlino. 


Mentre mi godevo le salse e il fritto, seduto su una panchina della piazza e iniziava a piovigginare, mi sono ricordato dell'Erasmus e del motivo per cui ero ingrassato.


Getting fatter


Sur les pavés de la place Sainte-Catherine

dansaient les hommes et les dames en crinoline

sur les pavés dansaient les omnibus

avec des femmes des messieur en gibus...

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