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suibhne
Voglio sui miei taccuini scrivere le bazzecole che mi frullan per il capo, dar di morso a chi mi attacca, liberar la mia bile...
DIARI
18 settembre 2007
Horror religioso. Le ultime dal Dipartimento
L'incubo non ha fine. Oltre a tutti i drammi che ha vissuto questo dipartimento, oltre alle angherie contro i filologi romanzi, oltre alla dabbenaggine, alla guerra, adesso Panzone ha deciso che il suo walkman a cassetta con le cuffie in metallo e spugnetta arancione non bastava più. Ha deciso di uscire dagli anni '80 ineunti e gettarsi a testa bassa (cosa da non fare, se sei Panzone, perché si vede il doppio mento) nel XXI secolo: si è appena connesso al computer la cui password anche voi sapete e sta sparando a palla in tutta la stanza dottorandi una roba settecentesca per archi e leziosità. Il tutto mentre io cerco di decifrare 'sto lebbroso provenzale che sgozza un bambino e stupra una vergine. Cerco conforto al piano di sotto, tra gli studenti, nella speranza di sembrare a loro un giovanissimo ricercatore e ai passanti un giovane studente. Mentre sbircio tra i libri che ben conosco vedo una figura nera che si muove alle mie spalle, mi volto e aaaaaaaaaaaaaaarharhrharahgh c'è un prete vestito da prete, giovane e coi capelli rossi che mi fissa. Il problema è che aaaaaaaaaaaaaaarharhrharahgh l'ho fatto veramente e qualcosa mi dice che lui si sia un po' offeso. Ad esempio il fatto che abbia scosso la testa e si sia seduto a guardare delle fotocopie. E a fissarmi. Però vi giuro, non volevo. E non so neppure perché mi sia spaventato, a parte il fatto che un prete vestito da prete, coi capelli rossi che ti fissa e sembra padre Carras con la parrucca di Pennywise fa davvero paura.

Tra ventisette giorni sono a Zurigo, dove notoriamente sono calvinisti.

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permalink | inviato da suibhne il 18/9/2007 alle 12:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa
DIARI
13 agosto 2007
Squilli nel solito agosto, questa volta nuvoloso: John Garfield e la firma.
Poco fa, nel silenzio postprandiale di un agosto nuvoloso, io stavo in camera mia a sbrigare la corrispondenza, come in un film degli anni '30, mio padre era a letto con la cistite che fa le parole crociate e mia madre è in camera di mia sorella, a tricoter come in una poesia di Prevert o in un telefilm americano anni '50, mentre l'orribile cane rabbioso dormiva.

drin

drin


Suonano due volte alla porta, il cane si sveglia e abbaia, mia madre dice "chi sarà? non aspettiamo nessuno!" (più come in un telefilm americano anni '50 che in una poesia di Prevert), mio padre grida, dal suo letto di dolore, "Ma chi è?" e io dico "Ha suonato due volte, se è il postino mi metto a ridere... sarebbe decisamente un uomo convenzionale". Rispondo al citofono e pare ci sia una raccomandata. Sghignazzo e aspetto che l'ascensore salga all'ultimo piano, aspettandomi di vedere se non John Garfield almeno Jack Nicholson. Invece no, un postino che è talmente scrupoloso da suonare due volte si attiene scrupolosamente anche alle normative quindi si limita a far apporre una firma e ad andarsene.

Questo agosto è decisamente il meno cinematografico che mi sia capitato negli ultimi sette anni.

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permalink | inviato da suibhne il 13/8/2007 alle 14:29 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (21) | Versione per la stampa
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