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suibhne
Voglio sui miei taccuini scrivere le bazzecole che mi frullan per il capo, dar di morso a chi mi attacca, liberar la mia bile...
7 gennaio 2009
Un percorso di fede al telefono. In cui Gambarotta sistema la Koll che non se ne accorge.

Tanti anni fa Claudia Koll mi era tanto tanto simpatica. Prima il culo di Così fan tutte, poi il tango a Sanremo, Linda e il brigadiere, le simpatie di sinistra, quella volta che lei va ad un banchetto dei radicali in cui protestavano per chissà cosa, lei vede che la Bonino non sta bene, lei che entra in una Upim, compra dei trucchi, esce e si apparta con la Bonino "Su venga con me, una donna deve sempre essere a posto!".


Da un po' di tempo Claudia Koll ha trovato dio e mi fa una paura tremenda. Non ha quella faccia da donna serena che ha scoperto la fede, come ad esempio suor Paola, Paolo da Terni e B XVI. Ha piuttosto l'espressione dell'invasato, come Legrottaglie, lo sceicco Yassin o la piccola Regan: quello sguardo fisso di chi non c'è tutta, non si trucca più (pensate un po'), ha gonne più lunghe dell'anche ipotizzabile, ostenta occhiaie e secondo me si punisce tantissimo come neppure nel Medioevo o al circolo del Partito Democratico José Maria Escriva de Balaguer. 


In questo istante Claudia Koll è ospite del peggior programma di sempre della tv italiana, vale a dire Festa Italiana di Caterina Balivo, di cui un giorno vi parlerò perché è credo la più raccomandata di sempre. Ad ogni modo, la Balivo è incapace, non è mai sul pezzo ma è pure sfacciata e, così come prende in giro le donne di ottant'anni che tenere e timide cercano gli amici di scuola, non ha alcun pudore nel cassare i suoi ospiti. Ad ogni modo, qualche istante fa la Balivo si rende conto, mentre intervista Bruno Gambarotta e io bevo il caffè, che Claudia Koll è sempre al telefono:


Balivo: Ma Claudia, cosa ci fai sempre al telefono? ma chi ti chiama? ma cosa vuole tutta 'sta gente da te?

Silenzio nello studio, primo piano della Koll che guarda il vuoto. Cinque secondi di silenzio, qualche sghignazzata in sottofondo poi, fuori campo

Gambarotta: Le chiedono di fare i miracoli...

Sghignazzate generali di cui la Koll non si accorge.

Koll: Ma devo rispondere? Ma no, è principalmente per condividere un percorso di fede...

Gelo. Se non che la Balivo fa la domanda che avreste fatto anche voi. 

Balivo: Ma ti chiamano da tutte le parti d'italia per condividere con te un percorso di fede?

E la Koll, angelica:

Koll: Dal sud, dalle voci ho capito che è sempre gente del sud...



E poi cambiano discorso. A me quella donna fa paura.

DIARI
18 settembre 2007
Horror religioso. Le ultime dal Dipartimento
L'incubo non ha fine. Oltre a tutti i drammi che ha vissuto questo dipartimento, oltre alle angherie contro i filologi romanzi, oltre alla dabbenaggine, alla guerra, adesso Panzone ha deciso che il suo walkman a cassetta con le cuffie in metallo e spugnetta arancione non bastava più. Ha deciso di uscire dagli anni '80 ineunti e gettarsi a testa bassa (cosa da non fare, se sei Panzone, perché si vede il doppio mento) nel XXI secolo: si è appena connesso al computer la cui password anche voi sapete e sta sparando a palla in tutta la stanza dottorandi una roba settecentesca per archi e leziosità. Il tutto mentre io cerco di decifrare 'sto lebbroso provenzale che sgozza un bambino e stupra una vergine. Cerco conforto al piano di sotto, tra gli studenti, nella speranza di sembrare a loro un giovanissimo ricercatore e ai passanti un giovane studente. Mentre sbircio tra i libri che ben conosco vedo una figura nera che si muove alle mie spalle, mi volto e aaaaaaaaaaaaaaarharhrharahgh c'è un prete vestito da prete, giovane e coi capelli rossi che mi fissa. Il problema è che aaaaaaaaaaaaaaarharhrharahgh l'ho fatto veramente e qualcosa mi dice che lui si sia un po' offeso. Ad esempio il fatto che abbia scosso la testa e si sia seduto a guardare delle fotocopie. E a fissarmi. Però vi giuro, non volevo. E non so neppure perché mi sia spaventato, a parte il fatto che un prete vestito da prete, coi capelli rossi che ti fissa e sembra padre Carras con la parrucca di Pennywise fa davvero paura.

Tra ventisette giorni sono a Zurigo, dove notoriamente sono calvinisti.

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permalink | inviato da suibhne il 18/9/2007 alle 12:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa
DIARI
26 agosto 2007
Esorcizzare

Come sapete, mi piace mettere le mie esperienze al vostro servizio, perché evitiate i miei errori. Sono generoso, lo sapete. Allora, ascoltate bene:


Se è un periodo che stenti a prendere sonno, guardare l’Esorcista alle due di notte su Italia 1 non è un buon modo per risolvere il problema. Anzi.


Mi è pure rimasto sullo stomaco tutto quello che ho mangiato negli ultimi otto giorni. E ora come dormo? Meno male che ora su Rete 4 c’è Jill Cooper, che mi esorcizza l’Esorcista.


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