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suibhne
Voglio sui miei taccuini scrivere le bazzecole che mi frullan per il capo, dar di morso a chi mi attacca, liberar la mia bile...
9 agosto 2008
Steve Jobs è Dio la Vodafone è stronza

Io odio gli ultimi momenti prima della partenza. L'anno scorso c'era l'angoscia di lasciare Parigi e tutto quanto, quest'anno l'angoscia è il peso delle valigie: ho diciotto chili di peso possibile (ripartiti in uno zaino - questo qui - e un borsone ripieno, a scatola cinese, di uno zaino) e sette di bagaglio a mano, in più porto una borsa per il mac che traboccherà cose ma spero non se ne accorgano. E poi ci sono gli scrupoli sulla casa: sarà abbastanza decente? Poco fa ho pensato che no, la doccia non era abbastanza decente e, in mutande, ho iniziato a cercare di renderla civile. Mentre raschiavo mi è venuto in mente che neppure quando sono arrivato era civile e quindi ho lasciato perdere e ho dato una scrostata di massima. Poi mi è venuto in mente che forse sarebbe stato gentile sbrinare il frigo, ma poi ho pensato agli champignon che c'ho trovato e quindi niente. Alla fine ho deciso di limitarmi a passare l'aspirapolvere e scrollare la tovaglia dalla finestra. Esco sul terrazzino e, come pubblicizzassi Ace (smacchia a fondo senza straaap), inizio a scrollare quando


aareareiauraesraushrnciaerciuahsriuasciruhahaaaaaaaaaa


vedo che dalla tovaglia scrollata si allontana un pezzo di plastica bianca che inizia a cadere, colpisce il davanzale, cade sulla ringhiera del vicino di sotto sento ancora sba-bam e poi braaam e capisco che il telecomando del mio Mac sta volando per sette piani sul selciato. Cristocielo! mi metto la camicia, la allaccio scendendo le scale e facendo voti a ogni divinità, mi dico "Lo troverò? funzionerà?", poi apro il portone e lo vedo là. Risalgo le scale (in realtà ho preso l'ascensore ma...) e lo provo subito, cercando di bloccare Dalida che canta della pioggia su Bruxelles. Diavolo, funziona! Se penso al cellualare Vodafone, morto per tre goccioline d'acqua...


Ci sentiamo da Genova, ultimo post da Parigi, questo, per chissà quanto tempo. 



Non so se cambierò la tool, voi che ne dite?

14 giugno 2008
Spossatezza. Imprinting.

Inizio a preoccuparmi. Al di là del fatto che mi dicono sempre più spesso che sono polemico e acido (ma non lo sono sempre stato?), non riesco a recuperare le energie e vivo in una costante spossatezza. Qualche giorno fa mi è anche venuta un'afta di quelle che mi colgono quando son stressato. Ed è là il problema, son stressato. Ad ogni modo, son stanco ma non ho sonno. Non tantissimo, ad ogni modo, ed è così che mi trovo a girellare per per Youtube, che è notoriamente un danno soprattutto per quella finestrella alla destra, con i consigli per te che cercavi proprio quel video. E' una serie di libere associazioni, tutto sommato, che accomuno a quelle che mi servono per dormire, quelle della zattera jugoslava, tanto per capirci. Con la sola differenza che qui il momento di spegnere il mac si allontana e scivolare nell'incoscienza non è sinonimo di addormentarsi. Ed è così che ci si trova a vagare per la storia della canzone italiana e poi si scavalla in cantanti italiani che cantano in lingue straniere e alla fine pure in stranieri che cantano in italiano. Poco fa sono capitato su Dalida, con grande piacere come al solito. E finalmente ho capito a chi assomiglia: è identica alla mia professoressa di italiano del biennio, il cui imprinting culturale ho sempre considerato importante, che lo sia stato effettivamente o no.

Credo che domani entrerò nel tunnel di qualche integratore vitaminico, sapete?


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