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Voglio sui miei taccuini scrivere le bazzecole che mi frullan per il capo, dar di morso a chi mi attacca, liberar la mia bile...
30 luglio 2008
Ennesima internazionale

Mentre stamattina mi chiedevo come mai fosse il 30 luglio, si morisse di caldo e io stessi andando in biblioteca, mi interrogavo su un sondaggio di cui ha informato oggi la radio: il 60 per cento dei francesi è favorevole all'annessione del Belgio vallone (ma gli fate pure la domanda!?), mi domandavo perché non mi sembrasse ancora estate e pensavo a cosa fare a Ferragosto, ho visto in lontananza, nello spiazzo della BnF, un gruppo di tre ragazzi che mi hanno per un attimo fatto credere di essere in via Balbi e non davanti alla Bibliothèque nationale de France.

Avevano i pantaloni lunghi, blu, ostentatamente non jeans, cintura nera e camicia azzurrina scialba, ma poteva essere biancastra. In mano, ed è stato il campanello d'allarme, dei giornali, una cartellina rigida blu scuro in finta pelle e dei volantini con stampigliato in rosso.
Lotta Comunista? mi dico Pure qui? Mi avvicino e "Ciao, ti interessa un corso sul marxismo?" Diamine! Deve esistere da qualche parte una Ennesima Internazionale in cui formano dei giovani missionari di Lotta Comunista! Come capita a quei mormoni con cartellino attaccato al petto che ti dice il nome e di dove sono, di solito si tratta di uno stato americano sfigato dove vince sembre Bush. O come capita ai preti o a Scientology. Per tutte e quattro queste buffe categorie non riesco a capire cosa spinga dei giovani ad aderire, ma si sa che non capisco mai 'ste cose...

Però io me la immagino la sede dell'Ennesima Internazionale: file interminabili di pantaloni blu ostentatamente non jeans, cinture nere, camice azzurrine scialbe, ma pure biancastre... Soprattutto piloni di cartelline rigide blu scuro in finta pelle, con tanto di molletta di metallo in alto. E immagino quelle sconfinate aule dove ripetono a memoria Ciao compagno! Ti interessa un corso sul marxismo? e poi Ci vediamo davanti allo Spizzico di Brignole e poi andiamo tutti nella sede di via Archimede, Ma lasciami il tuo numero così mi confermi se vieni! Cinque euro per il giornale? Sottoscrizione per il Primo Maggio Proletario! E' l'Ennesima Internazionale che decide dove mandarli, perché non so se avete notato, i ragazzi di Lotta comunista non sono mai della città in cui sono in missione. Un po' come i carabinieri ma con meno barzellette a riguardo.

E poi i immagino quando vengono diplomati, tra tamburi marziali (non certo bonghi da molle riflusso di una sinistra che ha tradito il proletariato) e mazzi di kimilsunghia, in una sezione che assomiglia da morire a una ex sezione dei DS.

22 luglio 2008
Noi puffi. Mistero in blu.

Alle elementari e alle medie ero in classe con una ragazza (per la verità alle elementari era solo una bambina) che si chiamava di nome come la sorella di Loretta Goggi e di cognome come una città toscana. Lei era piuttosto simpatica, alta e un po' grossa. Poi avrebbe fatto filosofia e promozioni di cibi nei supermercati. Questa ragazza aveva una particolarità, oltre al fatto che in prima elementare avesse già le tette: aveva la lingua verde e non si è mai capito perché.

Ho pensato a lei, stamattina, quando mi sono alzato, ho sbuffato, mi sono guardato allo specchio, ho fatto un paio di boccacce e mi sono accorto di avere la lingua completamente blu. Blu-azzurro, turchese, blu di prussia non so, ho sempre avuto dei problemi con le definizioni del blu. Il colore di un puffo, diciamo. La mia prima ipotesi, in effetti, è stata questa: mi sto tramutando lentamente in un puffo. La colpa sarebbe stata del Belgio, paese da cui gli strani ometti blu provengono. Che ne so, magari ho mangiato qualcosa la settimana scorsa e.. Magari il fatto che ieri al supermercato - in crisi d'astinenza - mi son comprato le gaufres di Liegi... Allora ho controllato e non mi sta nascendo nessuna coda a palla, non ho voglia di puffbacche, non uso il verbo puffare e sono ben più alto di due mele. Almeno quattro o cinque, direi. E poi, mi son detto, i puffi sono blu fuori, mica dentro! Non è che Barak Obama ha la lingua nera, Kaori ce l'ha gialla, Toro Seduto rossa e Bossi verde! Quindi mi sono tranquillizzato e mi sono lavato i denti e sciacquato col colluttorio.

Attualmente il mistero resta fitto anche se il fatto che mi sia addormentato con una hals mentholyptus blu in bocca può dare qualche informazione utile per la risoluzione. Oltre che sul fatto che dovevo essere davvero stanco, ieri sera...

20 luglio 2008
Fête Nationale / Nationale feestdag - Oignon
Lunedì in Belgio sarà festa nazionale, malgrado la crisi politica e le spinte confederali o addirittura di secessiun. Io ormai ho assunto la causa dell'Unità del Belgio come una delle mie priorità, ho deciso che appena torno in Italia inizio a leggere Het verdriet van België di Hugo Claus, ovviamente in italiano. Talmente ho assunto la causa belga, dopo aver letto la Saga Belgica di cui vi parlavo, che poco fa ho sentito il discorso del re per la Fête Nationale / Nationale feestdag. Due palle sconfinate, ma proprio sconfinate. Io ci credo che gente allegra come i fiamminghi alla fine si scoglionino e preferiscano la regina d'Olanda, tutta arancione e sbrillucciante. Bisogna fare qualcosa e quel qualcosa non lo può fare né il capo dello stato né la classe dirigente del Nord o del Sud del Paese. 

Esattamente come in Italia, non trovate?


Oignon


Discover Julos Beaucarne!

20 luglio 2008
Frites tartare. Place Jourdan, sotto la pioggia.

Io potrei presentare moltissimi programmi Sky e sono sicuro che avrei anche un discreto successo. Ad esempio sono sicuro che commentare acidamente come la gente arreda casa come fa Chiara Tonelli a "Cortesie per gli ospiti" mi verrebbe molto bene. Così come dare consigli alle coppie o cantare e ballare in Dipartimento. In realtà però ci sono due programmi che vorrei davvero presentare: il primo si intitola "Vacanze a cinque stelle" o qualcosa del genere. Il presentatore, cioè io, parte in aereo business class per qualche paradiso del mondo. Atterra, lo viene a prendere una limousine che lo porta in un resort meraviglioso, in una suite celestiale, in un bungalow in mezzo a una foresta o su un atollo circondato dal mare più tiepido e turchese che possa esistere, più che in una pubbicità della Palmera. Ecco, poi va in camera, che di solito è almeno 80 metri quadri, si fa portare champagne e fragole per festeggiare l'arrivo, fa una doccia, una sauna, va in giro, cena in un ristorante esclusivo poi va a prendere un cocktail in un posto dove non soltanto voi, ma neppure io entreremo mai. Alla fine, riprende l'aereo, saluta tutti e conclude con "Ah, per questo week end ho speso 35 000 dollari!". Sigla. 

Io sarei bravissimo a farlo, ve lo giuro. In alternativa farei anche quel programma che si chiama qualcosa come "Paese che vai" ma potrebbe anche chiamarsi "Non fidarti del cuoco magro" o "del cuoco grasso", sono certo che qualcuno di voi sa di che parlo: un tipo prende, va in posti esotici e mangia le cose del luogo, che in alcuni casi possono essere pure un po' ributtanti per un gusto europeo. Mentre mangia - importante! - commenta e parla a bocca piena cosa che, ricordo a Murdoch e a tutta Sky, non si fa. Quindi forse è il caso di cambiare presentatore e magari di andare a cercarlo che ne so, nel mondo accademico, magari su un Thalys da Bruxelles Midi a Paris Nord. Guardate.


Ad ogni modo, per allenarmi a sostituire quello delle vacanze a quattro stelle, sto viaggiando nuovamente in prima classe, ma non mi pare che la cosa sia molto lussuosa, ci sono anche dei bambini ispanofoni che strillano. Meno male che, per sostituire il Mangiatore, ieri ho fatto un esperimento. In realtà tutta 'sta cosa  di Sky mi è venuta in mente dopo, perché vi assicuro che non era solo per deliziare me che ieri ho preso la metro, sono sceso al Rond Point Schuman, sono inorridito davanti alla Commissione Europea (il No irlandese e quelli francese e olandese hanno un altro significato, per chi ha visto gli orribili quartieri UE a Bruxelles) e  ho percorso quel mezzo chilometri fino a place Jourdan dove c'è il chiosco di Albert. L'ho fatto pensando a voi. Albert, come saprete, è il chiosco di frites migliore di Bruxelles "donc du monde", chiosa odioso un ohquantodioso signore davanti a me. Devo dire che non lo dice solo quel tipo, capelli fini fini, camicia di flanella, giacca jeans e immagino avete già capito che tipo è. Sta con una signora sulla cinquantina, piuttosto tirata a lucido, che somiglia vagamente a Cher ma senza mento e con la pappagorgia e che è convinta che il tipo ci stia provando, ne è lusingata ma purtroppo lui non ci prova e le racconta delle sue vacanze a Cuba. Dicevo, non è solo lui a dire quanto sono buone le frites di Albert, lo dicono pure la Routard e il New York Times. Ecco, pensavo a voi e a questo quando mi sono messo in coda sotto la pioggia. Mezz'ora di coda, sotto la pioggia. Mezz'ora in cui ho visto gente che mangiava le cose più assurde, tutte inesorabilmente fritte. Alla fine è arrivato il mio turno e ho ordinato un cornet di frites piccolo avec tartare maison e una frikadelle che, a differenza di quelle che mangiavo a Berlino, è cilindrica e - ovviamente - fritta. Mentre aspettavo che la frikadelle fosse pronta (Deux-trois minutes pour la viande, mi dice la signora) ho iniziato a grignottare le frites. In effetti molto, molto buone e anche la salsa, molto buona. Una signora dietro di me mi chiede, muovendo la bocca senza emettere suono, C'est bon? con un misto di stupore e impazienza. "Tres bon" dico soddisfatto. Poi mi arriva la frikadelle che la signora fascia in un foglio di carta oleata rendendo impossibile la fruizione. Se la forma è diversa, il gusto della frikadelle belga è uguale identico a quello della berlinese. Ad ogni modo, ho mangiato le migliori patate fritte del mondo. La domanda, ora, è: sono davvero le migliori? Perché buone sono buone, e anche tanto. Ma son sempre patate fritte, alla fine! La ex ragazza di un mio amico era solita dirgli che lui fritte avrebbe mangiato pure le ciocie. Certo, non era simpatica né gentile, ma stava dicendo una verità assoluta: tutte le cose fritte, dai calamari alla salvia, dalle patate ai carciofi, alla fine - per quanto siano fritte bene, per quanto siano fritti asciutti, per quanto per quanto... - sapranno sempre,  inesorabilmente di fritto.


E' andato bene come debutto? Di positivo c'è che sono a Parigi e quindi basta frites, basta gaufres e si torna all'alimentazione sensata. Questa sera ho mangiato faux filet e pomodori. Anche se ho fatto cuocere la carne un po' troppo, dannazione.

18 luglio 2008
China di Bruxelles, ovvero KBR e anni Settanta

Sto per riconsegnare il manoscritto e un po' mi dispiace. Mi ci sono affezionato, a questo copista pasticcione che sbaglia a numerare i componimenti che scrive e che gratta via con una lametta Gillette le stanghette rosse di troppo che ha messo. Anche io, come il mio copista pasticcione, facevo un sacco di errori quando disegnavo a china, alle superiori, e i fogli che consegnavo alla professoressa piccola, con capelli color topo e che - dicevamo - portava una sfiga tremenda, beh, i fogli che le consegnavo erano tormentati da avvallamenti e solchi provocati proprio dalle lamette Gillette che compravo solo per questo scopo. Poca barba ora, figuratevi dieci, quindici anni fa. 

E quindi saluto i bibliotecari mal vestiti, scostanti, precisi ed efficienti (il che significa KBR - BnF 3 - 1, visto che i BnF sono ben vestiti, odiosi, imprecisi e incapaci), sia quello con il petto in fuori che assomiglia all'ex pro Rettore, sia quello che sembra un rexista della prima ora ma che forse è solo fiammingo. Saluto il conservatore che è molto più affabile dal vivo che per mail (no, lui devo ancora salutarlo ma sono le cose che odio fare e rimando per scrivere a voi), saluto la caffetteria in radica anni '70, le scale marmorizzate, l'odore di INPS prima delle riforme ringiovanenti, l'atmosfera Ansaldo per cui ti aspetti da un momento all'altro che dall'ascensore le cui porte stentano a chiudersi ("E' come la formazione del governo" diceva ieri un signore anziano che confermava il post che avevo appena scritto) esca un geom. o un rag. se non una sig.na con gli occhiali che cerca di farsi sposare da un avvocato ma che resterà zitella. Saluto i cassettini di legno dello schedario, saluto quel mobiletto art nouveau che sta là dietro la colonna e non si capisce chi ce l'abbia messo e perché. saluto, con vera gioia, però, la demente catalogazione dei libri di questa biblioteca e saluto anche i moduli in fiammingo. Saluto, ed è la fine, il cielo grigio. Tra un po' esco di qui e devo scegliere come impiegare le mie ultime ore bruxelloises


Stasera alle dieci e mezza torno a casa, che è a Paris ancora per tre settimane.

VIAGGI
16 luglio 2008
Gaufre

Ho appena mangiato una gaufre che mi ha preparato un finto italiano in un camioncino giallo. Credo che le gaufres siano uno di quei cibi fatti apposta perché non si debba avere fame mai più.



C'era tutto un discorso sulle belgian waffles in Blue In The Face ma non mi ricordo...

VIAGGI
16 luglio 2008
Sainte Catherine / Sint-Katelijne

Dalla biblioteca mi hanno scacciato alle cinque meno un quarto. Se in Bnf - sito Mitterrand si sente una voce d'oltretomba che comunica di lasciare la biblioteca, se in BnF - sito Richelien un conservatore, poi un altro, poi un terzo suonano una campanella come fossero Luciano Violante, se in Dipartimento la bibliotecaria grida "Ragaaaazziiiiii! io chiudooooo", beh, qui in KBR fanno prima. Staccano la corrente, si spengono le luci e non ti resta che andare. Della biblioteca vi racconterò con dovizia domani, visto che oggi sono soltanto passato e non saprei rendevi conto a modo dell'odore di anni '70 che si respira lì dentro, né dell'imbarazzo che si prova a compilare dei moduli in fiammingo (collocazione, segnatura, côte o come volete dire per loro è banalmente boeknummer).


Dopo sono andato a farmi un giro per la città, mi son perso qualche volta (diamine, ma mettete dei punti di riferimento, nelle città! che ne so, un fiume, un monte, una torre altissima!), ho visto bruttezze inenarrabili vicino a splendori autentici, ho visto un monumento equestre a padre Pio da Pietralcina, ho incontrato Jacques Brel e poi son finito in place Sainte Catherine / Sint-Katelijne e mi sono beato. Poi ho sentito un odore di frites e beh, in Belgio si deve! un cartoccio, un po' di salsa tartara e maionese sopra, annuso e mi sento a Berlino. Più buone, eh, ma come quelle che mangiavo a Berlino. 


Mentre mi godevo le salse e il fritto, seduto su una panchina della piazza e iniziava a piovigginare, mi sono ricordato dell'Erasmus e del motivo per cui ero ingrassato.


Getting fatter


Sur les pavés de la place Sainte-Catherine

dansaient les hommes et les dames en crinoline

sur les pavés dansaient les omnibus

avec des femmes des messieur en gibus...

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