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suibhne
Voglio sui miei taccuini scrivere le bazzecole che mi frullan per il capo, dar di morso a chi mi attacca, liberar la mia bile...
29 ottobre 2008
La pioggia, il Nord e il mare

Con questa pioggia che vien giù, con l'autunno che sta qui, il decreto che è passato, il traffico che han bloccato, la tesi che è a pagina ottanta, più o meno, la voglia di calduccio, piedi asciutti e letture, mi vien voglia di Nord Europa e di posti da cioccolata, di Belgio e di Svizzera, di Brel e di Renaud più che di Caraibi e di spiagge bianche, di Cuba o di Hispaniola, di cocco e Guantanamera.


Vorrei una bella poltrona comoda, odore di caffè e un locale accogliente dove sedermi sprofondato, sfregarmi le mani sulle cosce, dire "Diamine, che tempo!", ordinare un caffè da litro e leggere per un paio d'ore.


Ma qui i bar son freddi e il caffè si prende in piedi...


Il mare d'inverno è un lago


Discover Jacques Brel!

24 ottobre 2008
L'autunno e il ritorno. Io ti darò di più.

Cari lettori, a grande richiesta, dopo molti molti molti mesi torna Io ti darò di più, il post in cui do le risposte che cercava a chi è finito sul mio blog per caso. Andiamo a cominciare, perché ho molta roba in arretrato.


letture sull'autunno e disegni sull'autunno e dettati sull'autunno e letture sulla castagna e dettati sull autunndettati autunno e dettati sull' autunno e dettati sull'autunno 2° elementare dettati sull'autunno per una terza elementare e dettato sulle castagne e dettato per bambini sull'autunno e dettato sull autunno per seconda elementare e dettato sull'autunno da stampare e dettato sull'autunno per seconda elementare dettato sulle castagne e disegni alberti autunnali e disegni di alberi di castagne e disegni di autunno e disegni di autunno alle elementari e disegni e cornicette autunno e disegni per l'autunno con foglie rami e ricci di castagne e disegno la castagna il riccio e letture sull'autunno per scuole elementari e letture sull'autunno prima elementare e letture sulle castagne e scuola elementare e letture sull'autunno e storia albero autunno per elementari e storie da raccontare ai bambini sull'autunno e tema sull'autunno per le elementari e tema sull'autunno per scuole elementari

Caro lettore, scopro che sei una maestra elementari e che magari hai appena avuto il tuo primo incarico. In attesa che la Gelmini renda inutile tutto quello che hai studiato, cerchi di industriarti e di cercare sempre cose nuove da dettare ai ragazzini. Purtroppo qui non ne trovi, non cose dettabili a bambini, né disegni né letture. Per la maestra di prima: mi pare prematuro cercare letture sull'autunno, perché è già tanto se i bambini, a ottobre, hanno imparato a fare tre righe di i in corsivo e due di o in stampatello


aldo maria valli e giuseppe de carli

Caro lettore, scopro che sei molto pio e che ti piace un sacco non solo vedere l'Angelus in diretta, ma anche seguire i programmi di approfondimento di Rai Vaticano e i servizi ai telegiornali. Aldo Maria Valli è il giovane vecchio vaticanista del Tg3 (orecchie a sventola e faccia triste) mentre Giuseppe De Carli è vaticanista veterano della Rai (orecchie a sventola, rubizzo e sembra figlio di Giovanni XXIII).


spossatezza e spossatezza costante e vitamine per spossatezza

Caro lettore, scopro che sei stanco e invece di riposarti e dormire di più vaghi per il mio blog. Io ho il tuo stesso problema e invece di riposarmi o produrre conoscenza aggiorno il blog. Non credo qui possa trovare risposte, mi spiace. Se non: Dormi di più!


pitiriasi lichenoide e pitiriasi rossa e cura pitiriasi lichenoide e pitiriasi grave e pitiriasi lichenoide pleva pitiriasi rosa di gibert foto

Caro lettore, scopro che ti sei coperto di bolle rosse. Hai una malattia autoimmunizzante, ce l'ho avuta anche io e ti dico: stai tranquillo. Andrà tutto bene anche se sembrerai per un po' la Pimpa. Qui trovi una foto, ma non è quella che cerchi temo...


scritte per wc

Caro lettore, scopro che hai appena preso in gestione un bar e ti chiedi come rendere divertente e simpatico l'ambiente. Anche una scritta sulla porta del bagno, ti dici, può rendere più carino il mio locale. Sì, è vero ma non c'è niente di più antipatico che entrare nel bagno sbagliato e slacciarsi i pantaloni davanti a una signora agée o tirarsi su la gonna prima di rendersi conto del immenso camionista che sta usando l'orinatoio e ti guarda interdetto ma sornione. Quindi, caro lettore barista: UOMINI sul bagno degli uomini e DONNE sul bagno delle donne.


shampoo etimologia

Caro lettore, scopro che sei curioso ed etimologo. Bene, la parola inglese shampoo deriva dal termine hindi champo che come ben saprai significa "massaggiare". In pratica shampoo vuol dire "Massaggia!". Pensaci la prossima volta che ti fai un massaggia!


signora sessantenne e vecchie vulve e ho visto mia nonna che scopava

Caro lettore, scopro che sei gerontofilo. Non commenterò nulla, se non che qui di vulve anziane non ne trovi. Se invece sei solo un ragazzino sconvolto perché hai visto la nonna che si sollazzava con l'idraulico e cerchi conforto, ti consiglio un bravo psicanalista. Freudiano, ça va sans dire.


"al lavoro del tuo dentista"

Caro lettore, scopro che sei teledipendente ma smemorato. Ovviamente sono i chewing-gum Happydent a non attaccarsi al lavoro del tuo dentista

Prima che tu torni, caro etimologo curioso, happy-dent vuol dire dente felice mentre chewing-gum vuol dire gomma da masticare.


"ero dietro di te" fargues e ero dietro di te nicolas fargues e fargues "ero dietro di te"

Caro lettore, scopro che sei attirato dai libri brutti. Qui ci trovi qualcosa ma sappi che è un libro inutile e quindi non perder tempo e leggi questo.


"si vergogna degli occhiali"

Caro lettore, scopro che sei una persona di cuore, che cerca di aiutare gli altri a farli sentire a proprio agio. Tu dille (perché sarà una ragazzina preadolescente che non vuole gli occhiali, forse tua figlia o tua nipote, caro lettore) che gli occhiali rendono lo sguardo più interessante e la persona più riconoscibile. Non dirle, invece, che sono appena passato alle lenti a contatto.


2 guerra mondiale perche germania non attacco la svizzera e discorso di pilet-golaz

Caro lettore, scopro che non ti basta la Gabanelli e vuoi sapere tutto, proprio tutto sulle realtà di cui non si parla mai. Bene, ci sono due teorie sulla Seconda Guerra Mondiale e la Svizzera. La prima teoria, che chiameremo Teoria Svizzera oppure Teoria Falsa (qui laS ci dice qualcosa a riguardo) sostiene che la Germania, dopo il discorso del generale Guisan e la prova di forza su si sia spaventata e abbia evitato ogni attacco militare sul suolo elvetico. La seconda teoria, che chiameremo Storia e basta, sostiene che la Germania avesse bisogno di un paese non belligerante a cui vendere l'oro delle banche centrali dei paesi occupati o trafugato agli ebrei e che la Svizzera fosse un tantinello avida. E, visto che sei interessato al discorso di Pilet-Golaz, presidente della federazione elvetica nel 1940, scoprirai che c'era anche qualche ambiguità ideologica nel governo...


abiti invernali per la sorella della sposa

Cara lettrice, scopro che anche tu, come me, hai il problema di una sorella che si sposa. Fortunatamente la mia si è sposata in estate e fortunatamente sono uomo, quindi non ho problemi di abito. Però son solidale, cara lettrice.


alitosi che nevrosi

Caro lettore che già cercasti Happydent, rieccoti per Aquafresh e il suo spot. Ma non si trova. Ad ogni modo inizio a pensare, caro lettore, che il tuo problema non sia la smemoratezza ma il fiato pestilenziale. In bocca al lupo per le relazioni umane.


annusare le scarpe da ginnastica

Caro lettore, scopro che sei feticista. Lungi da me giudicarti, ti invito a fare attenzione e selezionare il più possibile le scarpe da annusare. Tu non puoi immaginare cosa siano le superga di un diciottenne, chiedi a Sharon Stone. O forse lo immagini ed è proprio quello che... ma vabbé.


arbre magique canzone

Caro lettore, scopro che domani sarai a Roma per la manifestazione del Pd e che ascolterai il concerto di Max Pezzali perché sì, è proprio lui l'unico autore al mondo ad aver infilato l'Arbre Magique in una canzone e a farlo rimare, addirittura, con chic.


bambini che da grande vogliono fare il veterinario

Caro lettore, scopro che sei preoccupato per tuo figlio. Lui vuol fare il veterinario e a te la cosa impensierisce. Lo vorresti ingegnere, lo so, o chimico industriale. Al limite avvocato o bancario. Invece vuol fare il veterinario e tu ti preoccupi. Bene, ti esorto a stare tranquillo, caro lettore, perché io volevo fare il veterinario e ora faccio il filologo romanzo precario finché dura.


benedetto 16 gay

Caro lettore, tu lo dici.


bhv homme

Caro lettore, scopro che sei in partenza per Parigi. Bravo! beato te! forse pioverà un po' ma potrai passare ore e ore al BHV Homme, un nuovo mega super iper store in cui comprare tutto quello che serve a un uomo, dal tagliapelidelnaso ai calzini, dai cappelli e i berretti fino alle cinture, gli accessori e tutto al doppio del prezzo di un altro negozio!


browns al cioccolato

Caro lettore, scopro che sei appena tornato dall'Inghilterra, che non sai l'inglese e che cerchi di riprodurre graficamente le parole che hai sentito. Si chiamano Brownies e sono anche buoni, se li scrivi correttamente.

 

canale itaglia dove facevano le tette

Caro lettore, scopro che mi fai gli scherzi perché nessuno in Italia ha mai scritto Itaglia, mai. E poi in tutti i canali TV itagliani ci son le tette.


carfagna punk

Caro lettore, scopro che hai gusti strambi: per quale motivo vorresti tramutare il ministro Mara Carfagna in una delle Kandeggina Gang? No, non ci siamo proprio e temo che non troverai da nessuna parte notizie in merito.


cellulare immerso in acqua

Caro lettore, non funziona.


chi canta quindicianni

Caro lettore ostinato, che già mesi fa venisti a chiedere la stessa cosa, ora ho una risposta: si tratta di una canzone che hanno cantato sia Toto Cutugno che Adriano Celentano. Qui la puoi sentire cantata dall'autore in Romania. Pregevole.

chiave e serratura

Caro lettore, scopro che ti interessi di zoologia. Il meccanismo chiave - serratura è quello predisposto dalla Natura perché un cavallo non abbia rapporti sessuali con una topolina, perché un gallo non possa accoppiarsi con una tartaruga e perché un essere umano non possa accoppiarsi con la Binetti. Secondo l'onorevole Cota, invece, è un meccanismo predisposto da Dio perché le razze non si mischino.


clistere castigo

Caro lettore, scopro che sei il genitore più crudele del mondo. Oppure scopro soltanto che sei appassionato di giochi di dominazione sessuale.


come soffarsi il naso in giappone

Caro lettore, scopro che sei un po' disattento: tutti sanno che in Giappone NON ci si soffia il naso. Come si fa allora, chiese un professore del College de France a un suo collega giapponese civilizzato, Beh, lei è occidentale quindi la gente non si dovrebbe scandalizzare troppo, però sarebbe il caso che tirasse su col naso. Capito? Su col naso, a rischio di essere confuso per Gianfranco Micciché


dopo nuoto mi fà male a respirare profondamente

Caro lettore, scopro che hai le spalle larghe ma sei ignorante come una scarpa. Prova ad evitare gli accenti sui monosillabi e ad asciugarti i capelli prima di uscire dalla piscina. Non dall'acqua, intendo, dall'edificio...


fica in cosce aperte e figa in primo piano e foto cosce aperte e cosce aperte sotto il tavolo e figa nuda sotto il tavolo e foto della fica di giovanna civitillo e a cosce aperte davanti a un ginecologo! ecc...

Caro il mio lettore, scopro che sei un ginecologo e che vuoi primi piani ginecologici. Purtroppo qui non ne ho, soprattutto non di Giovanna Civitillo.


foto piccanti di loretta goggi

Caro lettore, scopro che hai gusti di merda.


gilette bagaglio a mano

Caro lettore, scopro che gli spot tv, le scritte negli aeroporti, gli articoli sui giornali, i racconti degli amici non ti servono a niente. Nel bagaglio a mano NON puoi portare neppure una mozzarella, figurati se ti fanno portare un rasoio...


giovanni porcella sbeffeggiato

Caro lettore, scopro che sei saNdoriano e velenoso. Spero che Giovanni Porcella non sia mai sbeffeggiato da nessuno.


gli alberi con le foglie rosse come si chiamano con foto

Caro lettore, scopro che - come me - ami il cemento e che per te - come per me - tutti gli alberi sono alberi. Continua così e non farti convincere: che bisogno c'è di tanti nomi per alberi che alla fine stanno lì e fanno solo la fotosintesi?


hitler e totò riina

Caro lettore, scopro che adori i complotti ma ti giuro, neanche Giacobbo può ipotizzare dei contatti tra Hitler e Totò Riina. Te lo giuro.


ho le tette cadenti

Cara lettrice, mi dispiace.


i vernice

Caro lettore, scopro che hai nostalgia degli anni Novanta o delle persone senza peli o delle canzoni con doppi sensi scabrosi. Ecco cosa  cercavi, probabilmente...

il touch screen del ciel mio cellulare non funzionano

Caro lettore, scopro che non solo il tuo touch screen non funziona (a differenza del mio) ma che pure tu.


imperativo del verbo dire

Caro lettore, scopro che hai un figlio viziato che fa le elementari e scopro che tu gli stai facendo i compiti e scopro che sei un ignorante che non sa il verbo dire. Eccotelo, ad ogni modo, al modo imperativo, come tu hai richiesto:


di' tu

dica egli

diciamo noi

dite voi

dicano essi


Come avrai notato non c'è la prima persona. Indovina un po' perché?


in treno riesco ad alimentare il cellulare?

Caro lettore che vieni dalla luna, no.


iodio

Caro lettore, scopro che ti sei appena sbucciato un ginocchio e che probabilmente cerchi la tintura di iodio perché non credo che lo iodio serva a niente se non a quello. Oddio, probabilmente serve a un sacco di cose, ma nessuno lo sa.


laureati in lettere disoccupati e laureati + lettere + disoccupati e laureato disoccupato e laureato in lettere e lettere disoccupazione

Caro lettore, guarda che dicevo del bambino che voleva fare il veterinario...


mutande per adulti impermeabili

Caro lettore, scopro che sei tornato a casa scolo, dopo una corsa a casa sotto l'acquazzone. Credo che il problema non sia che le mutande non tengono l'acqua, sai? Prova con una mantella gialla.


non sa se mi ama

Caro lettore no, non ti ama se no lo saprebbe.


perché in svizzera non ci sono le lavatrici incasa

Caro lettore che vuole la vita comoda, perché quelli vogliono risparmiare e non distruggere l'ambiente. E non vanno in giro con gli abiti sporchi, te lo giuro.


quali sono i progetti futuri di mondo marcio?

Caro lettore, trovarsi un lavoro, spero.


sono di lotta comunista

Caro lettore, bravo! Il primo passo è ammettere di avere un problema.


sotto i cieli bigi i tetti di parigi

Caro lettore che ascoltavi le opere da piccolo perché tua nonna le sentiva col grammofono e tu ricordi solo vagamente le arie, ti riferisci alla Bohème, credo, e alle prime parole di Rodolfo: "Nei cieli bigi / guardo furmar dai mille comignoli Parigi".


translatio studii e neolalia gramsci e vocalismo rumeno

Caro lettore, grazie. Mi fai pensare che allora non scrivo solo di stronzate.

cinema
16 settembre 2008
Hélène

DIARI
8 novembre 2007
L'autunno zurighese e il sussidiario

Vi ricordate le mattinate a scuola, alle elementari? Sono sicuro che a volte saranno state noiose, pesanti o difficili ma ne ho soltanto ricordi piacevoli e divertenti. Certo, quando la maestra faceva i dettati era una palla, quando ci faceva fare le verifiche sulle copiette (ma esistono sempre le copiette?) con tanto di cornicette, sarò stato un po’ impaurito ma tutto sommato io a scuola mi divertivo. Mi piacevano, soprattutto, i passaggi di stagione che all’epoca saranno stati su per giù come ora se non fosse che erano scanditi dal libro di lettura e non dagli allarmi dei tg. Verso ottobre iniziavano le letture sull’autunno, sulle castagne, sul mosto e sulle foglie gialle e rosse, era il periodo in cui si disegnavano i ricci di castagna e in cui abbiamo imparato che la castagna è il seme mentre il riccio è il frutto, se non ricordo male. Era anche il periodo in cui incollavamo le foglie gialle sugli album da disegno, quelli formato A4 con una grande scritta A4 in blu sulla copertina bianca. Poi a dicembre c’era la doppietta arriva l’inverno, con le letture sui passerotti infreddoliti, sulla neve e i bambini che la spalavano, sui pupazzi con le carote al posto del naso e gli alberi sempreverde, e arriva il Natale, che si esplicitava in letture religiose e dettati sulla tradizione dell’abete ed era anche il periodo in cui la maestra ci faceva fare il regalo per i genitori, vale a dire un angioletto di gesso o qualcosa di simile.

E poi la festa del papà, Pasqua e la primavera (la pipa in gesso, le ovette dipinte, i fiori di ciliegio) e il 25 aprile, la festa della mamma e l’estate (Bella Ciao, i cuori rossi di feltro e il libro delle vacanze).

Adesso non vado più alle elementari e, come mi sono accorto con dolore qualche tempo fa, le stagioni sono scandite dalle pubblicità in TV o le vetrine dei negozi. Però qui a Zurigo mi sembra di vivere per la prima volta un autunno da libro delle elementari perché, intendiamoci, le stagioni di Genova non sono mai state sincronizzate con quelle del sussidiario o del libro di lettura, la neve non si vede mai e gli alberi… ci sono alberi?
Invece qui è tutto come nelle fotografie e nei disegni di quel libro di metà anni '80: gli alberi sono frondosi, gialli e rossi, come in Turgovia, ci sono uomini rubizzi che con delle scope di saggina spazzano le foglie cadute e le buttano in cestini di metallo con le rotelle, la gente si stringe nelle sciarpe (soprattutto se è abituata a climi più miti) e agli angoli delle strade ci sono capannelli di persone che comprano un cartoccio di caldarroste o, come dicono qui, Heissi Marroni.

A Zurigo le stagioni si vedono, a quanto pare.

24 ottobre 2007
Autumn in Thurgau

Avete presente i cataloghi di Coin o della Rinascente? Quelli che si chiamano “Arriva l’Autunno” oppure “L’Autunno porta la voglia di cachemire” e che hanno in prima pagina delle splendide signore con i capelli legati dietro, che sorridono avvolgendosi in una calda sciarpa, oppure sorridono stringendosi in un cappotto spesso, mentre sullo sfondo si vedono alberi con le foglie gialle, marroni e addirittura rosse? Alberi splendidi, alti con rami tanto frondosi da sembrar disegnati, con colori davvero autunnali, quelli che ti fan venire voglia di caldarroste, odore di legna bruciata e brina sui vetri? Di pranzi dell’autunno in campagna, di cinghiale nel piatto (con qualche pallino di fucile che finisce sotto i denti a dimostrare quanto la cacciagione sia effettivamente cacciata da un cacciatore) e di vino rosso nel bicchiere?

Ecco, io ho l’impressione che facciano quelle foto nel cantone Turgovia, altrimenti detto Thurgau, come il Müller. È impressionante, passando in treno in questa umida mattina di domenica, vedere tutti questi gialli, marroni, arancioni e rossi sugli alberi. E poi prati, pelouses, Wiesen, prati, pelouses, Wiesen… In questi prati ogni tanto qualche mucca bianca e nera, come te le immagini solo un po’ più magra, e zucche, zucche gigantesche ma disperse nel verde. Eppure qui Halloween pare non fare alcuna presa, i negozi sono pieni di alberi e lucette natalizie ma pumpkin’ e dolcettischerzetti proprio pochi. Beh, ci sono molti dolcetti ma è la Svizzera, bellezza, non Halloween.

Stringendomi anche io nella mia sciarpa nuova da 7 franchi, come una signora della Coin, guardo fuori e mi convinco che, mentre dormivo nella mia stanzetta accogliente e già in disordine come fosse davvero mia, deve esserci stata una esplosione nucleare. Ma poi mi dico che no, a Zurigo gente ce n’era e l’esplosione nucleare deve esserci stata dopo, in Turgovia, perché passiamo per i paesi e non si vede anima viva. Nessuno per le strade tranne, là in fondo, una macchina evidentemente senza conducente.

Frauenfeld, capitale del Kanton Thurgau, e c’è una Zuckerfabrik, una fabbrica di zucchero. Tutto grigio, tranne un manifesto elettorale verde con su scritto Thurgau Power (non so di chi sia, il verde qui è il colore di quasi tutti… nazi-SVP, verdi-Grünen, verdi-di-destra-Grünliberalen…). E tranne gli sbuffi bianchissimi dalle ciminiere di zucchero filato, barbapapa, Zuckerwatte.

Verso Weinfelden le colline si fanno più dolci e qualcuno, per le strade, si nota. Ma è quasi mezzogiorno e mi sembra addirittura che, attorno alla stazione di Weinfelden, ci sia un paese mentre le altre stazioni sembravano fantasma. Ci sono addirittura dei carrelli per le valige, al binario!

Arrivo a Konstanz e non me ne accorgo. Pare, infatti, che né la Confoederatio né la Bundesrepublik temano granché il vicino visto che non esiste controllo né effettiva frontiera. Mi viene il dubbio di non essere in Germania, di aver sbagliato treno e di essere in un’altra Costanza, magari non sul Mar Nero ma chi lo sa… poi vedo le rassicuranti cornette rosa di Deutsch Telekom e cerco dove diavolo si sarà messo ad aspettarmi lui, che sapeva che arrivavo alle 11:54 e che mi ha anche mandato un messaggio mezz’ora fa per confermarlo.

Lo aspetterò un’ora e qualcosa, in questa stazione più piccola di quella di Cornigliano, perché la sveglia non l’ha svegliato, ma ci sono abituato.

È strano perché non mi sembrano sette mesi che non lo vedo e non mi viene neanche da dirgli “Su racconta”, quindi parliamo come se ci fossimo visti ieri. Passeggiamo in Germania (sì, ha ragione bo-bo: quando si fa l’Erasmus si assume una seconda patria e la mia è inequivocabilmente questa, mi spiace per Parigi e, in misura assai minore, per Zurigo) e incontriamo il suo datore di lavoro, un signore di sessant’anni che ha ancora il codino, malgrado l’apparecchio acustico, che fa il padrone di un ristorante e ci offre il pranzo. A lui perché ieri ha lavorato bene, a me perché sono italiano ed è la prima volta che mi sento italiano-all’estero nel senso di Dean Martin e di Ma se ghe penso. Dopo l’ottimo pranzo (insalata, pasta con faglioli e pancetta “Che non avete fame fino a stasera!”, tiramisù e bonarda) camminiamo, raggiungiamo il lago, la statua di Imperia, il posto dove hanno fatto il Concilio e passiamo vicino alla casa di quell’ingenuotto di Jan Hus, che ci credeva davvero che li avrebbe convinti. Faccio un giro all’Uni, rimugino un po’ sugli orrori dell’architettura anni Sessanta, ritorvo la familiare moquette tedesca e poi, oltre un bosco che a me fa pensare ai serial killer più che ai funghi, mi fa vedere dove abita.

Alle sette riprendo il treno, cambio a Weinfelden (sì sì, ci deve essere per forza un paese qui attorno… c’è un sacco di gente sul binario) e verso le nove e qualcosa arrivo a casa dove la Susi sta guardando la serata elettorale. Ma questa è una storia poco autunnale, poco umidiccia e non sa di castagne e di brina, quindi ve la racconterò un’altra volta.

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