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suibhne
Voglio sui miei taccuini scrivere le bazzecole che mi frullan per il capo, dar di morso a chi mi attacca, liberar la mia bile...
29 giugno 2009
Modello di richiesta graduatorie di III fascia. Ovvero: Ogni lasciata è persa

Il rapido ritorno alla vita, dopo due mesi di sfibrante organizzazione di un Village di due settimane e di una manifestazione di 200 mila persone (lui dice 300 mila, in realtà...), mi ha già condotto all'odio per le scartoffie e per i tecnicismi ministeriali.

Sto compilando, infatti, mentre scrivo questo post e sorseggio il primo caffè della giornata, il "modello di richiesta graduatorie di III fascia per gli aa. ss. 2009/2010 e 2010/2011 - Riservato agli aspiranti privi di abilitazione che chiedono l'inclusione sia per insegnamenti per i quali erano già iscritti in graduatoria nel precedente biennio 2007/2009 che per i nuovi insegnamenti", cioè quello che io chiamerei "modulo per le supplenze". Il modello A/2, che è quello che devo compilare io, consta di 14 pagine volte a farmi autocertificare che non ho i titoli per insegnare italiano e latino ai giovani virgulti della patria ma che è ne ho altri e che quindi posso essere inserito in una terza fascia da cui il preside pesca nei casi di moria di supplenti di I o II fascia. 

Compilare questo modulo è evidentemente è un lavoro inutile per almeno due motivi:


1) quando vi racconto che sto preparando un concorso, un esame, una cosa qualsiasi, il concorso, l'esame o la cosa qualsiasi si volgono irrimediabilmente in fallimento (da cui se ne desume che qualcuno di voi - o l'intero cannocchiale, chi lo sa - porta sfiga);

2) tra meno di due mesi a quest'ora sarò definitivamente emigrato.


Il punto 1 è confermato dal punto 2, visto che nulla vi ho detto della domanda che mi porta a cercare, in questi giorni, un monolocale carino a un migliaio di chilometri di distanza da dove mi trovo ora.


Ad ogni modo, questo inutile lavoro di compilazione moduli, ancorché frustrante, ha il vantaggio di mettere a posto la coscienza e farti pensare di aver fatto di tutto per non restare a spasso.


Non vi ho ancora raccontato i dettagli dell'espatrio, tra l'altro... Facciamo che ora vado al mio liceo e consegno i fogli, poi passo all'IKEA a riportare i mobili della libreria del Village (che finiranno diritti diritti nell'angolo delle occasioni, lo dico per i feticisti che vogliono comprare il divanetto che Arisa sporcò di fard, il tavolo su cui Dolcenerà trovò la bresaola preparata dalle manine di un abile cuoco o la poltroncina dove posò il suo culo il sottoscritto) e poi vi racconto, va bene?

Ogni lasciata è persa

8 marzo 2009
Abusi di inizio marzo

Oggi c'erano diciotto gradi, a Genova. C'era un sole splendido, aria di primavera, si sentiva odore di fiori sul punto di sbocciare. Oggi a casa c'era tutta la famiglia, mio padre dice «Ma perché non andiamo a mangiare fuori?», mia madre dice «Ma ho fatto le polpette!», mia sorella dice «Sì, sì! andiamo», io dico gni che mi dovevo svagare.


Mi hanno caricato su una macchina, fatto ascoltare tutto il CD di Arisa (con mio padre che glossava, mia sorella che faceva la scoliaste e mia madre che sorrideva) e portato in campagna (in questo posto qui) a mangiare. C'erano cinque gradi, cumuli di neve ai lati delle strade e nel mio piatto si accumulava sempre più cibo, sempre più cibo, sempre più cibo che scendeva nella mia pancia e la gonfiava, gonfiava, gonfiaaaaaava. Poi mi hanno ricaricato in macchina, fatto sentire un gracchiante Tutto il calcio minuto per minuto, mi hanno fatto giubilare per la sconfitta della Fiorentina, che ha limitato i danni della sconfitta del Genoa, e di quell'altra squadra, e riscaricato in camera mia.


Mi sento abusato, sapete?

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